Con il termine clavicembalo (altrimenti detto gravicembalo, arpicordo, cimbalo, cembalo) si indica una famiglia di strumenti musicali a corde, dotati di tastiera:

tra questi, anzitutto lo strumento di grandi dimensioni attualmente chiamato clavicembalo, ma anche i più piccoli virginale e spinetta.

Storia del Clavicembalo

Dopo il 1500 si sperimentarono strumenti a corde pizzicate più grandi con corde più
lunghe e si ebbe lo sviluppo del cembalo; poi si aggiunsero più tasti nella zona dei bassi
(a sinistra), e si chiamò definitivamente clavicembalo o gravicembalo (in inglese
Harpsichord). Ne furono costruiti a una o due tastiere e con due o tre corde per tasto. Dal
1600 in poi, in Europa si raggiunse l’apice della maturità costruttiva e fino alla fine dell’800
il clavicembalo fu il protagonista del repertorio musicale colto. Erano quasi sempre
costruiti in legno di cipresso, la tastiera in legno di bosso e nei più raffinati questa era
decorata in avorio; esternamente venivano finemente dipinti o dorati. I principali
costruttori furono: Hans Ruckers di Anversa, artigiano di cembali fiamminghi, Portalupi e
Rigoli in Italia, Blanchet e Taskin in Francia, Kirchmann in Inghilterra, Hildebrant in
Germania.
Lo stratagemma di usare più di una corda per nota, allo scopo di incrementarne il volume,
fu adottato per il clavicembalo verso la metà del ’700, anni in cui si ideò un congegno che
permetteva l’esecuzione di note tenute contemporaneamente, e altri dispositivi che si sono
mantenuti nel pianoforte moderno. La forma di “ala” del clavicembalo, infatti, è imitata da
quella del pianoforte a coda, come quelli creati dal costruttore Ignace Pleyel, che nel ’900
ideò dei modelli per concerto e di ottima fattura. Di fondamentale importanza sono le
composizioni che sono state scritte per questo strumento, molte delle quali sono poi
diventate patrimonio pianistico. Tra i maggiori compositori e musicisti a partire dal 1700
ricordiamo: Domenico Alberti, Johann Sebastian Bach, Girolamo Frescobaldi, George
Frideric Handel, Giovanni Battista Martini, Henry Purcell, Jean-Philippe Rameau,
Alessandro e Domenico Scarlatti, Georg Philipp Telemann. Tra i più recenti compositori
dell’ultimo secolo ricordiamo: Wanda Landowska, Francis Poulenc, Goffredo Petrassi,
Elliott Carter, Gustav Leonhardt, Ralph Kirkpatrick, Kenneth Gilbert.
Il clavicembalo e il clavicordo non erano comunque in grado di offrire grandi variazioni
di volume sonoro, e le possibilità di un’esecuzione dinamica ricca e strutturata erano
scarse. Grazie a questi due difetti intrinseci si rese necessario concentrarsi sull’invenzione
di uno strumento che fosse più potente e vario. Ci si concentrò su una fusione tra il
pizzicato del clavicembalo e le corde percosse del clavicordo: stava per iniziare una
nuova era.

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